Suno sta per cambiare e forse cambierà anche il modo in cui lo usiamo.
Usare Suno è un po’ come fare le scoregge: lo fanno tutti ma nessuno lo dice.
Musicisti, autori, produttori, editori. C’è chi lo usa per cercare un arrangiamento, chi per sviluppare una melodia, chi per produrre una demo, chi per creare una voce, chi per separare gli stems e portarli dentro Logic, Pro Tools o Ableton e naturalmente c’è anche chi genera direttamente una canzone e la pubblica ma quello che sta succedendo in queste settimane d'estate potrebbe cambiare profondamente il rapporto tra Suno e chi fa musica professionalmente.
SUNO FA PACE CON L’INDUSTRIA MUSICALE
La notizia più recente è l’accordo globale tra Suno e BMG. Non parliamo semplicemente di una collaborazione commerciale. L’accordo riguarda registrazioni (master), composizioni musicali, intelligenza artificiale e nuove forme di remunerazione per artisti e autori e BMG non è il primo grande gruppo musicale ad aver imboccato questa strada, infatti nel novembre 2025 Warner Music Group aveva già raggiunto un accordo con Suno, chiudendo anche il precedente contenzioso tra le due società.
La direzione, quindi, comincia a essere piuttosto evidente: invece di combattere Suno soltanto nei tribunali, l’industria musicale sta iniziando a licenziargli legalmente la musica e a partecipare ai profitti e alla costruzione dei suoi nuovi modelli.
STA ARRIVANDO UN NUOVO SUNO
Questa è probabilmente la notizia più importante ed è solo questione di tempo. Suno ha confermato che nei prossimi mesi inizierà il rollout del primo modello musicale sviluppato in partnership con l’industria musicale e Warner aveva già anticipato un dettaglio ancora più significativo: i nuovi modelli saranno costruiti utilizzando musica di alta qualità regolarmente licenziata.
Non solo. Secondo Suno, questa nuova generazione dovrà superare gli attuali modelli anche dal punto di vista tecnologico: maggiore qualità, nuovi strumenti creativi e maggiore controllo sulla generazione. Quando arriveranno i nuovi modelli, quelli attuali saranno progressivamente dismessi.
In altre parole: il Suno che conosciamo oggi ha una data di scadenza.
Fino a oggi una delle domande più controverse è sempre stata: “Con quale musica è stato addestrato Suno ?” È una delle questioni che hanno alimentato lo scontro tra società di AI e industria discografica.
Il modello verso cui ci stiamo dirigendo potrebbe essere radicalmente diverso: musica licenziata → modello AI → nuove creazioni → remunerazione dei titolari dei diritti. Warner ha già dichiarato che gli artisti e gli autori potranno scegliere se consentire l’utilizzo del proprio nome, immagine, likeness, voce e composizioni nelle nuove esperienze AI. Suno arriva addirittura a immaginare la possibilità di creare musica partendo dal sound degli artisti che avranno aderito, assicurando loro una remunerazione.
Questa è una differenza enorme, perché significa trasformare qualcosa che fino a ieri rappresentava uno dei maggiori problemi giuridici dell’intelligenza artificiale musicale in un possibile nuovo mercato delle licenze.
E PER CHI USA SUNO, COSA CAMBIA?
Qui viene la parte interessante. Immaginiamo di utilizzare domani un modello Suno costruito anche grazie a master e copyright regolarmente licenziati dalle major, oppure di utilizzare volontariamente il sound, la voce o altri elementi riconducibili a un artista che ha autorizzato quello sfruttamento.
A quel punto l’utilizzo della musica altrui non sarebbe più necessariamente qualcosa da nascondere, potrebbe diventare qualcosa da identificare, attribuire e remunerare e questa evoluzione si incrocia con un’altra tendenza ormai evidente: l’industria sta lavorando sempre più sulla tracciabilità della musica generata dall’intelligenza artificiale, attraverso metadata, fingerprinting, watermark e sistemi di provenienza.
Il risultato potrebbe essere un mondo molto diverso da quello attuale, un mondo nel quale un file musicale potrebbe portarsi dietro informazioni sulla propria origine, sugli strumenti AI utilizzati e, potenzialmente, sulle licenze coinvolte nella sua creazione. Ovviamente non sappiamo ancora esattamente quale sarà l’implementazione finale di Suno e sarebbe sbagliato presentare come già esistenti funzioni che non sono state ancora annunciate.
Ma la direzione è evidente ........
QUINDI VI LASCIO CON UNA DOMANDA
Oggi molti utilizzano Suno nella produzione musicale senza dichiararlo ma se domani utilizzando Suno sapeste ufficialmente che quel sistema lavora anche attraverso master e copyright licenziati da terzi e questa provenienza diventasse trasparente o riconoscibile ....... continuereste a utilizzarlo nello stesso modo, soprattutto per la musica che poi pubblicate commercialmente ?
La vera rivoluzione non sarà avere un Suno che suona meglio ma usare un Suno che non avrà più bisogno di nascondere da dove arriva la musica che ha imparato, perchè i titolari dei diritti verranno remunerati e forse anche citati, per ogni volta che tu utilizzerai le loro opere, di conseguenza, potrebbe diventare sempre più difficile nascondere anche come è stata realizzata la musica che pubblichiamo.
Sei pronto a tutto questo ?
Avv. Fabio Falcone
